Covid-19, l’ufficio cambia volto per rispettare le disposizioni di sicurezza

Da alcuni anni si stanno registrando nuove tendenze per quanto riguarda gli ambienti di lavoro, ma con le necessarie precauzioni legate al contrasto del virus Covid-19, verranno apportate misure più drastiche che rivoluzioneranno spazi e modi di lavorare.

La pressione creata dalla pandemia è già stata registrata nei numeri delle transazioni degli uffici del primo trimestre 2020, con un mese di marzo a impatto zero. Secondo i dati elaborati da Cushman & Wakefield, i volumi dei primi tre mesi dell’anno hanno superato 1,7 miliardi di euro (compresa la transazione indiretta relativa all’acquisizione da parte di Unicredit di immobili Esselunga) con un settore uffici con volumi di investimento a quota 524,4 milioni di euro contro 906 milioni dello stesso trimestre 2019.

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari parla di ampi volumi destinati ad uso uffici che diventeranno superflui a causa della tendenza al telelavoro, oppure spazi già ampi saranno dedicati al singolo individuo con maggiore attenzione sia per le misure igieniche. Si parla di servizi inseriti dentro i palazzi per fare in modo che si esca il meno possibile, ad esempio palestre, negozi, servizi, ecc.

Secondo Breglia, la maggioranza investirà sul migliore utilizzo degli spazi a disposizione per rendere più accogliente il lavoro. Alcune aziende hanno già ideato misure anti-Covid: come scrivanie distanziate, percorsi tracciati e prestabiliti per evitare di incontrarsi, schermi di plexiglass per proteggersi dietro alla scrivania ed entrate contingentate.

Si parla di spazi immersivi, dove l’interior design viaggia di pari passo con la comunicazione del brand. Acustica, illuminotecnica e verde sono i must immancabili, le cui applicazioni sono infinite. Il luogo di lavoro diventerà uno spazio utilizzabile in diverse modalità, compreso lo smart working, realizzando un ambiente dove sia possibile lavorare sia in team che in autonomia, adattandosi alle esigenze dei lavoratori e in piena sicurezza.


fonte immagine: OfficePlanet.it

Alessandro Mazzanti, a capo di Cbre in Italia, ritiene invece che il cambiamento sarà solo temporaneo, poiché, una volta individuato il vaccino, si tornerà a una sorta di normalità, che potrebbe instaurarsi con una previsione di 24 mesi.

Per adesso, a livello europeo C&W riferisce che su 2.700 trattative in corso, circa l’80% va verso la chiusura, il 4% è saltato e il 16% rallenta. Se lo smart working diventerà stabile, allora gli spazi cambieranno.

Si teme invece una crisi nel settore del coworking. Infatti, secondo gli esperti, per paura del contagio e per evitare ogni rischio, molti professionisti non avranno voglia di lavorare fianco a fianco con sconosciuti.

Il settore affronterà sicuramente delle evoluzioni e molte grandi e piccole aziende hanno già cominciato un percorso di innovazione, affinchè il lavoro possa riprendere con maggiori funzionalità e meno rischi.

Fonte: Il Sole24 Ore.
*fonte immagine: OfficePlanet.it