Le nuove professioni e gli spazi del lavoro

La rivoluzione del mondo del lavoro post-pandemia è già in atto e non accenna a fermarsi. Il tempo libero e la realizzazione personale stanno riconquistando importanza rispetto a carriere verticali mirate al solo guadagno personale: diverse aziende stanno adottando sistemi come la “settimana corta” o le “ferie libere”, e stanno sperimentando il lavoro su progetto, senza vincoli orari.

Nel Luglio 2022, abbiamo preso parte all’osservatorio “La nuova generazione di imprenditori”, un’analisi condotta da Confcommercio in collaborazione con OneDay, company acceleratrice di start-up. Nel corso dell’incontro, cui ha partecipato un pool di imprenditori under 42, sono state analizzate quattro grandi tematiche, con lo scopo di definire le buone pratiche che si possono intraprendere per accorciare le distanze tra imprese e nuove generazioni, costruendo un mondo del lavoro che vada incontro alle persone che ne faranno parte.

La professione del futuro ideale, per il 70% dei rispondenti allo studio, è da libero professionista o da imprenditore. Questo può essere sintomo del fatto che nei giovani sta crescendo sempre di più l’idea di un lavoro gestito in autonomia e libero da vincoli. L’idea è quella che la produttività non dipenda da quanto e dove si lavora, ma dal singolo professionista che lavorerà orientato al risultato e alla soddisfazione lavorativa e personale.



Le grandi aziende hanno compreso come l’affezione dei dipendenti non derivi solo dalla giusta retribuzione, ma anche da altri fattori e stanno cercando di rispondere, definendo nuove figure, più mobili, con possibilità di un mélange tra lavoro in azienda e smartworking, flessibilità oraria, spazi integrati per la famiglia.

Le imprese che si rivolgono a noi per ridefinire i loro ambienti di lavoro, sono alla ricerca di strutture che forniscano ai lavoratori tutti i servizi di cui hanno bisogno: asili, aule dopo scuola, mense, palestre, facilità di parcheggio, etc.

I free-lances che iniziano una nuova attività, sono piuttosto alla ricerca di spazi “smart”: con servizi all-inclusive, spese a tariffa flat, internet veloce, possibilità di confronto con altri professionisti. Spazi di co-working o uffici in palazzine direzionali rispondono bene a queste esigenze.

Questa tendenza è già recepita dalle aziende di riferimento della nostra quotidianità. Facebook, per esempio, lascia sulla scrivania di ogni dipendente un “libretto rosso”, un piccolo manuale strutturato con immagini e citazioni motivazionali, che incoraggiano i lavoratori a fare cose belle e interessanti.



Starbucks
investe sulla formazione universitaria dei propri dipendenti, senza limiti di età o anzianità lavorativa. I lavoratori possono frequentare i corsi che preferiscono, sviluppare le proprie attitudini e passioni e, una volta laureati, potranno lasciare Starbucks senza alcun vincolo.

La SAS Institute, società statunitense che si occupa di produzione di software, non pone nessun limite per i giorni di malattia, mette a disposizione un asilo per i figli, un ambulatorio medico gratuito attivo 24 ore su 24 anche per i familiari dei dipendenti e le ore di lavoro settimanali non sono mai più di 35.

Esselunga, nella sua sede centrale di Milano, ha in progetto di costruire un centro polifunzionale dove i dipendenti potranno usufruire dell’asilo per i propri figli, di centri sportivi, di ambulatori medici, di sale convegni e spazi per incontri e di un museo aziendale con archivio storico.



Le specificità di ogni impresa e dei suoi dipendenti, meritano la giusta attenzione. In Immobiliare d'Impresa cerchiamo di partire sempre dalle necessità per individuare le migliori soluzioni. Nella sezione case-histories raccontiamo alcuni progetti che abbiamo gestito.